CITINO: “MAI PENSATO DI CANDIDARMI, CAMPAGNA ELETTORALE CINICA”

ELEZIONI: CITINO, MAI PENSATO DI CANDIDARMI IN LISTE PDL (ANSA)

ROMA, 21 GEN – ‘Il cinismo di questa campagna elettorale arriva al punto che ogni pretesto e’ buono per attaccare il Presidente Berlusconi. Vorrei precisare che io non ho mai pensato di candidarmi adesso, essendo impegnata in un percorso di altissima formazione professionale presso una prestigiosa scuola francese’.

Lo precisa Ylenia Citino, militante del Pdl data, secondo alcune indiscrezioni, tra le candidate alle prossime elezioni. ‘E’ allucinante – prosegue – che una ragazza laureata col massimo dei voti, con esperienze di ricerca e studio all’estero, dopo un’episodica partecipazione televisiva venga trasformata in ‘tronista’ e, quasi fosse una nota di demerito, sia accostata ai ‘candidati impresentabili’.

Io tutto potrei ritenermi meno che impresentabile, tanto piu’ che ho scelto di fare un percorso professionale prima di impegnarmi in politica. Evidentemente gli studi, gli articoli scritti, i saggi e i libri che sto tentando di far pubblicare non valgono nulla, visto che ‘per loro’ ormai sono stata etichettata. Una volta c’era la caccia alle streghe, oggi e’ alle giovani che rimangono vittime del loro aspetto gradevole se si accostano alla politica’. (ANSA).

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Silvio is back!

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da ragiopolitica.it

Fra i palazzi già si sapeva da tempo, ma doveva essere un’arma da sfoderare all’ultimo, una sorpresa dell’ultima ora della quale neanche lui stesso ne è ancora pienamente convinto. Ritornare? Non ritornare? Le dinamiche di questo passaggio sono complesse e così mutevoli che una semplice frase sganciata come una bomba da un occhiello del Corriere della Sera è suscettibile di smuovere ogni equilibrio, fino a far crollare il castello. Ebbene sì.

Pare che Berlusconi voglia Leggi il seguito di questo post »


L’Europa ci ascolti o addio moneta unica

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

da ragionpolitica.it

Berlusconi decide di rinnovare il suo impegno nel partito: «mai vista una situazione di questo tipo, la gente è sfiduciata, è sotto choc per come viene descritto il futuro: in modo oscuro». Il calo della fiducia è percepito ancora di più in un periodo come questo, in cui la Grecia rischia di uscire dall’Europa e gli spagnoli ritirano tutti i loro soldi dalle banche. Gli italiani, dal canto loro, sono momentaneamente lontani da tutto ciò, ma l’asticella dello spread è sospinta verso l’alto da un’economia che non ha più i piedi per terra. Leggi il seguito di questo post »


La svolta di Alfano: ci finanzieremo da soli

da ragionpolitica.it

Un nuovo soggetto politico ad azionariato popolare.Ecco la ricetta presentata da Alfano per dare un segnale chiaro della volontà di rinnovamento. Quasi un monito, affinché la politica non sia lasciata a se stessa, negli oscuri recessi dei palazzi, ma venga ricomposta per tornare in piazza e nelle case dei cittadini. Leggi il seguito di questo post »


Una proposta per le liberalizzazioni da fare

da Ragionpolitica.it

Tante, forse troppe, sono le voci che si stanno levando in questi giorni sulla questione scottante delle liberalizzazioni. Una questione che indirettamente riguarda tutti gli italiani ma che, ancora una volta, coinvolge in negativo solo settori circoscritti dell’economia nazionale. Il Pdl ha fatto il punto della situazione, riunendo tutte le opinioni e producendo un documento presentato a Palazzo Madama dal segretario Alfano, dai capigruppo Gasparri e Cicchitto, dal vice presidente del gruppo alla Camera Corsaro e dagli ex ministri Brunetta e Romani. Tredici fondamentali ragionamenti che compongono la proposta finale del partito per il rilancio della crescita attraverso le liberalizzazioni. Leggi il seguito di questo post »


Luci e ombre della nuova costituzione ungherese

 

 

da Ragionpolitica 

Più di diecimila manifestanti, dicono, si sono riversati nelle gelide piazze ungheresi, e non per festeggiare il primo dell’anno ma per protestare contro l’entrata in vigore della nuova costituzione ungherese. La stragrande maggioranza dei media occidentali e statunitensi si è mostrata accorata per le sorti della democratica Ungheria, che rischierebbe di essere travolta dalla «cappa conservatrice» forzosamente e unilateralmente imposta dal partito «di regime». Leggi il seguito di questo post »


Il governo dei primi della classe

da www.ragionpolitica.it

Lista chiusa. La rosa dei tecnici è pronta e il giuramento al Colle è filato liscio, dietro i buoni auspici delle asciutte congratulazioni delle varie parti politiche. Finalmente sembrano tutti quieti, tranquilli, soddisfatti, nonostante gli episodi da capodanno cinese che hanno rubato la luce dei riflettori al momento del passaggio di consegne. Che i nomi dei neoministri siano popolari o no, la caratura di questo nuovo governo, sorto dalle ceneri della politica, sarà pesantemente condizionata dai molteplici nodi che dovranno sciogliere. Riforma delle pensioni, tagli degli sprechi, risanamento del bilancio e chi più ne ha più ne metta. Leggi il seguito di questo post »


Gli epitaffi vanno fatti alla sinistra

da www.ragionpolitica.it

Evviva! Era ora! Finalmente! A sinistra tutti esultano, plaudono, si complimentano. Al centro e in certi ambienti di destra, invece, forse avranno smesso di prendere analgesici contro un «mal di pancia» divenuto ormai cronico. E giù, fiumi di editoriali sulla fine di un’era: il berlusconismo. Son tutti bravi a ripercorrere la sua storia, a giudicare i suoi errori, a criticare le sue scelte, con spudorata saccenteria. Ex post, ovviamente. Leggi il seguito di questo post »


Sarkò pensi alla situazione economica francese

da www.ragionpolitica.it

Sarkozy irride l’Italia. Che sia un sorriso beffardo, sornione o semplicemente d’imbarazzo, poco importa. L’importante è che ce l’abbiamo tutti bene impresso nella mente, grazie alla moviola mediatica che, dietro un’apparente vuoto di contenuti, si foraggia con questi passaggi da soap opera.

Ovviamente la cosa è passata assolutamente inosservata presso la stampa estera, che nelle diverse copertine ha preferito insistere sui contenuti (quelli veri) della conferenza stampa franco-tedesca, tenuta dietro l’egida del Consiglio europeo e concentrata sul programma per la guarigione dalla crisi. La nostra stampa, come al solito, ha preferito, invece, relegare questi sofismi da tecnocrati alle remote facciate sull’economia, facendo troneggiare su tutte le prime pagine l’aspetto conviviale, e pure triviale, del dibattito. Ma la fregatura è doppia: Leggi il seguito di questo post »


Se l’antiberlusconismo prevale sul buon senso

 

da www.ragionpolitica.it

 

Siamo alle solite. Il governo appronta una manovra economica, dura quanto la congiuntura ci impone, e si scatena il putiferio solo su un comma, spregiativamente ribattezzato «il codicillo». Tutto il resto è noia. Perché, salvo qualche sporadico articoletto ipertecnico sulle altre misure della manovra, che in pochi sarebbero andati a leggere, è bastata una norma controversa a monopolizzare la quasi totalità delle prime pagine. Segno che i quotidiani hanno imparato bene che non venderebbero nemmeno una copia se non ci fosse, un giorno sì e l’altro pure, da chiacchierare sul «tiranno» che spadroneggia. E così non si sprecano eufemismi, nel copioso profluvio di parole. L’Unità, che fa notoriamente rima con sobrietà, parla di «Banda del lodo». Repubblica ci tiene a sottolineare il coinvolgimento personale del presidente del Consiglio e incide a caratteri cubitali l’epitaffio: «Manovra salva-Berlusconi». Non è da meno il Corriere, che pone ben in vista la sospensione dei «maxi risarcimenti». Solo il Messaggeromantiene un contegno più moderato, grazie all’uso del condizionale.

Berlusconi, preso atto del marasma scatenatosi, ha subito ritirato la norma, pur sottolineando la sua giustizia e doverosità. E così tutti quelli che urlavano allo scandalo e al conflitto di interessi (in prima fila il solito Di Pietro con il suo ennesimo «attentato alla democrazia»), sono rimasti con un pugno di mosche in mano.

Ma in quanti sono andati a leggere le norme del codice civile che erano state modificate? In quanti, rischiarando la vista da dietrologie fuorvianti, hanno tentato di rinvenire la ratio sottesa a tali articoli? Ci abbiamo provato noi di Ragionpolitica. Perché è solo dall’analisi profonda che si può capire se e in che limiti un provvedimento sia sbagliato. Protagonisti gli articoli 283 e 373 del codice di procedura civile. I quali, senza necessità di riportarne pedantemente il testo, prevedono la sospensione dell’esecuzione della sentenza, rispettivamente in appello e Cassazione, qualora, a discrezione del giudice e dietro istanza di parte, sussistano gravi e fondati motivi, tra cui la possibilità dell’insolvenza della parte chiamata a restituire l’indebito.

Tuttavia l’arbitrio dei giudici, avvezzi alla consueta prassi delle sentenze per relationem, spesso produce decisioni «industriali» o «dozzinali», prescindendo dallo studio mirato dei singoli casi. Questo ha provocato e provoca gravi danni a quelle aziende che, per aver pagato risarcimenti non dovuti o dovuti in misura inferiore, si sono viste costrette a chiudere bottega. Guardiamo alla realtà dei fatti: in un’Italia che vive di microimpresa, eventi di questo tipo possono essere micidiali. L’incompreso «codicillo», dunque, tentava di porre un argine a tutto ciò. Inoltre, a dispetto di quelli che sbandieravano come prova provata il limite monetario di venti milioni di euro, bisognava obiettare che esso era necessario per dare consistenza economica alla fattispecie. Non parlavamo di piccoli risarcimenti, è ovvio. Quelli non sarebbero stati suscettibili di mettere a repentaglio la solidità di un’impresa.

Comunque gli addetti ai lavori, alla vista del vituperato «codicillo», non cascavano proprio da un pero. La norma, infatti, faceva già parte del «pacchetto sul civile», discusso e varato dal governo in passato, poi stralciato e, infine, spezzettato qua e là in varie proposte di legge. Nessuna doccia fredda, insomma. Ciò non ha impedito che molti, molto furbescamente, abbiano preferito assumere un atteggiamento pilatesco di fronte al popolo. Così la norma incriminata è diventata figlia di nessuno. E ha cavalcato l’onda mediatica ancor prima di essere ufficializzata. Preoccupiamoci di questo, dunque. Non della sostanza del «codicillo». Quello, probabilmente, se avesse seguito il normale iter dialettico fra istituzioni, sarebbe stato oggetto di compromessi che ne avrebbero smorzato il tenore innovativo. Oggi, invece, con la piega gossippara che ha assunto la valutazione dell’operato del nostro presidente del Consiglio, il redde rationem è stabilito dai giornali, che, profittando dei gustosi leaks che sgusciano dai Palazzi, emettono le loro sentenze senza contraddittorio. Di fatto Napolitano non ha mai parlato. Estromesso dalle polemiche preconcette di certa stampa che, pur di sollevare polveroni, mette a rischio i fisiologici meccanismi istituzionali.


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