La svolta di Alfano: ci finanzieremo da soli
Pubblicato: 26 aprile 2012 Archiviato in: Politica | Tags: Angelino Alfano, art 49, beppe grillo, casini, finanziamento partiti, finanziamento privato, francesco rutelli, gianfranco fini, grillismo, partito della nazione, popolo della liberta, qualunquismo, riforma partiti, rimborsi elettorali, rutelli, Silvio Berlusconi Lascia un commento »
Un nuovo soggetto politico ad azionariato popolare.Ecco la ricetta presentata da Alfano per dare un segnale chiaro della volontà di rinnovamento. Quasi un monito, affinché la politica non sia lasciata a se stessa, negli oscuri recessi dei palazzi, ma venga ricomposta per tornare in piazza e nelle case dei cittadini. Leggi il seguito di questo post »
Gli epitaffi vanno fatti alla sinistra
Pubblicato: 10 novembre 2011 Archiviato in: Politica | Tags: antonio di pietro, corriere della sera, dimissioni berlusconi, francesco rutelli, gianfranco fini, Mario Monti, nichi vendola, pierferdinando casini, pierluigi battista, pierluigi bersani, rosy bindi, Silvio Berlusconi Lascia un commento »
Evviva! Era ora! Finalmente! A sinistra tutti esultano, plaudono, si complimentano. Al centro e in certi ambienti di destra, invece, forse avranno smesso di prendere analgesici contro un «mal di pancia» divenuto ormai cronico. E giù, fiumi di editoriali sulla fine di un’era: il berlusconismo. Son tutti bravi a ripercorrere la sua storia, a giudicare i suoi errori, a criticare le sue scelte, con spudorata saccenteria. Ex post, ovviamente. Leggi il seguito di questo post »
Ambarabà ciccì coccò. Tre Gianfranchi sul comò.
Pubblicato: 25 settembre 2010 Archiviato in: Politica | Tags: giancarlo tulliani, gianfranco fini, italo bocchino, rudolph francis, saint lucia, timara, tullianos, val cannuta, via della scrofa 1 Commento »Perdonatemi per questo titolo un po’ imbarazzante. Certo, di Gianfranchi sul comò è meglio averne uno solo. Soprattutto dopo le vicissitudini di questi ultimi giorni, durante i quali tutti giocano a lanciarsi la patata bollente, ma nessuno ha il coraggio di tenerla in mano. Molti hanno sottolineato, a ragione, che la terza carica dello Stato dovrebbe starsene un po’ in disparte. Eppure, dopo aver visto il visino lindo di Bocchino trionfare come una modella di copertina su tutti i notiziari, nel blando tentativo di lenire le piaghe dei futurini libertini, possiamo benissimo giustificare l’aitante Fini, quando ha deciso di lanciare un videomessaggio alla Kennedy per salvare il gommone fallato. Temeva, infatti, che la sua leadership incontestata potesse subire una qualche incrinatura per via del provocante appeal diffuso in mondovisione dalle arringhe televisive del suo compagno bocchiniano.
In attesa del tanto sperato effetto placebo, nel frattempo, le stanze della casa romana di Val Cannuta risuonano della incessante eco delle voci dei milioni di giornalisti e cercatori di idee che hanno fatto processione dal giorno dello scoppio dell’affaire Tullianos. Quando invece, il povero Giancarlo si perde errabondo tra gli aereoporti, in cerca di un paradiso che gli possa dare un po’ di sollievo. Alcune voci lo avrebbero avvistato in quel di Saint Lucia, rinomato paradiso naturale, fiscale o comunque lo si voglia intendere. Dicono che stia cercando rabbiosamente quel burlone di Rudolph Francis, tale ministro della giustizia della malcapitata isoletta. Che di giustizia, giustamente, ne voleva fare, il mastodontico onorevole tropicale, quando ha confermato che la lettera firmata dall’Attorney General del suo dicastero era autentica.
Tuttavia, dopo le urla di palazzo, le smentite, le controsmentite e le nuove accuse, provenienti da tutti, ma proprio tutti, i faccendieri del teatrino politico italiano, c’è chi la giustizia la chiama in causa davvero. Come, ad esempio, quelli che credevano sinceramente che il lascito testamentario della contessa Colleoni fosse un investimento sulla crescita politica, ma anche, morale, di via della Scrofa. Effettivamente, del resto, di investimenti ne sono stati fatti. L’acquirente off shore (non del tutto) misterioso dell’appartamento di Montecarlo ha potuto risparmiare molto più della metà del valore reale dell’immobile.
E mentre si ipotizza il reato di truffa aggravata, c’è chi, approfittandosi del parapiglia, fa un saltino alle Antille, magari per scovare un altro scoop e far lievitare ancora di più l’impasto di supposizioni che ci stanno spalmando su tutti i quotidiani in questi giorni. Che sia vero o falso, quest’enorme giallo, a noi comuni mortali poco importa. Dopo esserci imbottiti le orecchie di dossieraggio, questa nuova parola che non capisce nessuno, servizi segreti presunti conniventi del potere, cognati all’oscuro di tutto, direttori di quotidiani che ballano la samba, il governo in bilico per la fiducia, sorge legittimo un interrogativo: ma, in tutto ciò, chi pensa ai veri problemi degli italiani?







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